In un clima mite e orizzonti inaspettati, nuovi, entusiasmanti: la costa Oristanese e l’entroterra sanno risvegliare la passione della scoperta dei luoghi da visitare anche nei mesi invernali. Scenari verdi e azzurri lungo chilometri di strade, piste e sentieri, immersi negli aromi e colori di un paesaggio inviolato. Il cavallo, questo splendido animale è ancora parte dell’anima e della storia del luogo, e con esso è possibile sentirsi parte di questo perfetto equilibrio che lega uomo, animale e natura.

Con 100 km di estensione, le coste della Provincia di Oristano soddisfano gli amanti di ogni paesaggio, ampie lingue di sabbia candida, spiagge di quarzo e alte falesie calcaree, caratterizzate da mare cristallino e ricchi fondali nei quali la regola è guardare e non toccare.

Tradizione eno gastronomica molto varia, genuinità degli ingredienti provenienti dal territorio, ricchi pascoli e terreni adatti alla coltivazione di cereali e ortaggi di ogni genere. La costa offre una cucina variegata a base di pesce grazie ad un vasto e complesso sistema lagunare che costituisce l’habitat ideale di specie ittiche. Il sistema di peschiere presenti nell’Oristanese offre eccellenti prodotti ittici freschi di giornata.

Area archeologica di eccellenze culturali della Sardegna, attraverso le sue aree archeologiche e paleontologiche. Un viaggio alla scoperta  della terra più antica d’Europa, ricca di fossili delle remote ere geologiche tra le tracce del misterioso popolo nuragico e le infinite storie di commercio marittimo e amori tra popoli diversi. Oristano conserva i resti di fortificazioni medievali a testimoniare la presenza della sede del Giudicato d’Arborea, vero e proprio regno indipendente con strutture semi-democratiche, che originariamente era rappresentato dal territorio dell’Oristanese e dal quale si è poi espanso sulla quasi totalità della Sardegna.

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Spiagge

Spiagge

Vogliamo segnalare alcune delle spiagge più belle della Sardegna Occidentale. In particolare andiamo insieme a scoprire alcune delle spiagge della provincia di Oristano. Il panorama è unico e buona parte delle spiagge sono tutelate dal punto di vista ambientale. La provincia di Oristano è luogo ideale per la pratica di discipline aquatiche come Kite surf, vela e snorkeling. La presenza del vento favorisce tutti gli sport velici.

Spiaggia di Is Arenas

Lunga oltre 6 km. E’ caratterizzata da un paesaggio unico in Europa composto da dune di sabbia, un piccolo deserto rimboscato nel corso dei decenni con pini e acacie. L’arenile presenta un sabbia gialla e dorata e  presenta sulla battigia conchiglie e ciottoli, chicchi di riso. Il panorama nelle giornate più limpide si estende fino a Alghero ad 80 km di distanza, mentre alle spalle si possono ammirare i boschi del Montiferru. Diversi servizi sono disponibili per camper, campeggio, alberghi a 4 e 5 stelle, ristoranti e bar all’interno della pineta. La piaggia è particolarmente frequentata dai praticanti del Wind surf visto che in alcune giornate soffia un vento teso e costante.

Spiaggia di S’Archittu

Caratterizzata da un arco di roccia che si eleva per 9 metri sul livello dell’acqua.

Spiaggia di Is Aruttas

E’ composta da piccoli granelli di quarzo con sfumature alternate di rosa, verde, bianco. E’ una delle spiagge più frequentate dagli amanti del surf che vengono qui anche nel periodo invernale. L’acqua naturalmente è pulitissima e cristallina. Non lontana dalla città fenicio-punica romana di Tharros, nei pressi del centro di pescatori di San Giovanni di Sinis, e dal villaggio di San Salvatore di Sinis, Is Arutas si presenta circondata da grandi ricchezze naturalistiche, come la vicina oasi di Seu, oltre alle altre bellissime spiagge, anche se meno conosciute, di Mari Ermi e Maimoni, anch’esse caratterizzate dalla sabbia di granelli di quarzo.

Spiaggia di Putzu Idu

Un arenile di sabbia bianca finissima, con sfumature di grigio, la spiaggia di Potzu Idu è circondata dalle saline ed è adatta alle famiglie e soprattutto ai bambini grazie ai fondali molto bassi che la rendono più sicura per i meno esperti di ambienti marini.

Spiaggia di San Giovanni Sinis

Si tratta di una spiaggia caratteristica per le capanne in legno dei pescatori e i vicini scavi della antica civiltà punica nella vicina Tharros.

 

Giganti Mont’e Prama

Giganti Mont’e Prama

I Giganti di Mont’e Prama sono le uniche statue che il mondo nuragico ci abbia finora mai restituito.  Si trovano in mostra, nel Museo Archeologico Nazionale di Cagliari e nel Museo Civico di Cabras nei pressi di Is Arenas, insieme ai modelli di nuraghi e betili ritrovati nello stesso sito di Sa Marigosa, località del Sinis, nel 1974.

I Giganti di Mont’e Prama (in sardo Is Istatuas de Mont’e Prama) sono sculture nuragiche a tutto tondo. Sono state trovate casualmente a Cabras, in prossimità di Oristano. Le statue sono scolpite in arenaria gessosa locale e la loro altezza varia tra i 2 e i 2,5 metri. A seconda delle ipotesi, la datazione dei Kolossoi – nome con il quale li chiamava l’archeologo Giovanni Lilliu – oscilla dall’VIII secolo a.C. al IX , ipotesi che potrebbero farne fra le più antiche statue a tutto tondo del bacino mediterraneo, in quanto antecedenti ai kouroi della Grecia antica.

Le sculture furono gettate per la maggior parte nella necropoli rinvenuta in località Monte de Prama (Mont’e Prama), un rilievo di modesta altitudine (50 m s.l.m.) situato in posizione strategica al centro della penisola del Sinis. Un altro frammento scultoreo – precisamente una testa – fu ritrovata altrove presso il pozzo sacro di Banatou di Narbolia, a circa 2 km dalnuraghe S’Uraki, poco distante dalla necropoli, insieme a vari reperti ceramici sia punici che nuragici. Per la sua felice posizione geografica, nell’antichità la penisola del Sinis fu una testa di ponte per le rotte verso le Baleari e la penisola iberica, da sempre relazionate alla Sardegna. Nell’arcipelago delle Baleari sorgeva infatti la Civiltà talaiotica, sotto vari aspetti simile alle Civiltà nuragica e torreana.

Allo stato attuale, l’area di Mont’e Prama rappresenta la monumentalizzazione di un sepolcro, un sito in cui celebrare gli antenati-eroi attraverso l’esaltazione della potenza e della grandezza, quali valori di una ristrettaélite di popolazione: l’aristocrazia del popolo nuragico.

Queste maestose e possenti sculture dallo stile orientaleggiante sono state ricavate da blocchi unici che potevano pesare fino a 400 chili.

Le statue raffigurano gli arcieri che oltre l’arco  hanno un braccio protetto da una guaina e da un guanto, i guerrieri che impugnano uno scudo circolare finemente decorato e infine i pugilatori con un guanto armato e uno scudo protettivo sopra la testa. Tutte le statue hanno naso e sopracciglia marcati e dei grandi occhi composti da due cerchi concentrici, a esprimere, probabilmente, potenza e magia.

Per queste caratteristiche, gli studiosi ritengono che la costruzione del santuario si debba a una società che disponeva di risorse umane e materiali tali da poter esprimere con l’Heroon di Mont’e Prama la loro appartenenza a una classe sociale elitaria.

Questa scoperta archeologica costituisce una novità non solo per la Sardegna ma per tutta la zona geografica compresa tra la Grecia e l’Atlantico.

Cabras

Cabras

A pochi chilometri da Oristano sorge Cabras, una cittadina dalle case a un piano che ha conservato l’impianto antico. Si trova ai bordi dello stagno omonimo, uno tra i più grandi di acqua dolce della Sardegna e comunica col mare attraverso una serie di canali. Un tempo sullo stagno si andava a pesca con imbarcazioni dalla forma appuntita, is fassonis, costruite con erbe palustri essiccate al sole, avvalendosi della stessa tecnica usata dai Fenici. Sempre a questa popolazione sembra risalire anche la ricetta de “sa merca”, piatto tipico di Cabras: i muggini vengono avvolti in erbe lacustri e lasciati a macerare in acqua salata. La più antica testimonianza della presenza umana nel territorio proviene dalla località di Cuccuru is Arrius, dove sono state trovate tombe risalenti al neolitico (4000 a.C.). Le statuette rinvenute nei corredi funerari testimoniano la religiosità di ambito mediterraneo di quel periodo, pervasa dal culto del dio Toro e dalla dea Madre. All’epoca nuragica risalgono invece le statue monumentali in pietra di guerrieri o atleti provenienti dal sito di Monti Prama, oggi conservate al Museo Archeologico Nazionale di Cagliari. Di particolare interesse a livello storico e archeologico è l’area di Tharros, che conserva numerose testimonianze del periodo nuragico, tra cui due nuraghi e il villaggio sulla collina di Muru Mannu. La fondazione del centro urbano avvenne in realtà ad opera dei Fenici, attorno alla fine dell’VIII secolo a.C. Dell’epoca punica non rimane nulla nei ruderi del centro urbano, che conserva invece soprattutto la fase romana. Le testimonianze più antiche provengono dalle due necropoli ad incinerazione risalenti alla metà circa del VII sec. a.C.

Oristano

Oristano

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Oristano è situata sulla costa centro-occidentale della Sardegna, di fronte all’omonimo golfo. L’antico centro storico risale all’Undicesimo secolo e conserva la maestosa Torre di San Cristoforo, chiamata anche Porta Manna (porta grande). In epoca medievale la città fu governata dalla giudicessa Eleonora d’Arborea, promotrice della Carta de Logu, uno fra i primi codici di leggi scritte in Europa.
Il territorio è caratterizzato dalla presenza di numerose zone umide e lagunari. Tra esse è da segnalare la laguna di Cabras, nota per la presenza in estate dei fenicotteri.
L’economia della città è basata sull’industria dolciaria, ittica, sull’agricoltura, sull’artigianato di ceramiche, legno, ferro battuto e sulla viticoltura. Molto rinomata la Vernaccia, un vino da gustare con i tipici dolci di mandorle.
L’evento più atteso dell’anno è il carnevale: la Domenica e il Martedì Grasso ha luogo la Sartiglia,un’emozionante giostra equestre ricca di storia e tradizioni.

Da visitare l’Antiquarium Arborense, presso l’antico Palazzo Parpaglia, dove si possono ammirare diversi reperti archeologici provenienti dagli scavi della città fenicio-romana di Tharros.
Per quanto riguarda gli edifici religiosi, sono da visitare sia la maestosa Cattedrale di Santa Maria Assunta, nel centro storico della città, sia la piccola chiesa di Santa Chiara che, nascosta fra le vie del centro, rappresenta uno dei rari esempi di stile gotico in Sardegna

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